SPAC, ovvero IPO con l’acceleratore

Laura Oliva Guida alla gestione dei rischi finanziari, IPO

La SPAC (acronimo di Special Purpose Acquisition Companies) è uno strumento finanziario innovativo a metà strada tra l’investimento in fondi di private equity e l’investimento nei listini azionari: un acceleratore di IPO (Initial Public Offer).

Le aziende italiane che vogliono quotarsi in borsa hanno a disposizione anche questo strumento creato per raccogliere risorse finanziarie da dedicare alla quotazione di una azienda nei mercati dei capitali.

Come funziona?

1) La società SPAC raccoglie risorse finanziarie tramite IPO. Gli amministratori della SPAC hanno l’obiettivo di individuare una azienda-target che sia disponibile all’ingresso di nuovi soci e alla quotazione. Gli investitori della SPAC sottoscrivono e versano il capitale ricevendo azioni e warrant. Se al termine del periodo massimo di vita fissato per la SPAC (di solito 18-24 mesi) non è stato completato il mandato, gli azionisti vengono risarciti con un rendimento minimo stabilito.

2) Quando è stata individuata l’azienda-target, gli amministratori della SPAC propongono ai loro azionisti la fusione (detta “business combination”).

3) In caso di approvazione della fusione, l’azienda-target beneficia dei capitali raccolti dalla SPAC e della quotazione al listino.

Sono quattro le SPAC italiane ammesse alla quotazione all’AIM (Alternative Investment Market  gestito dal London Stock Exchange). Negli USA e negli altri mercati europei è uno strumento molto diffuso con pù di cento operazioni.

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Quali sono i vantaggi di questo investimento?

Per i sottoscrittori del capitale della SPAC:

1) In caso di insuccesso dell’iniziativa ottengono una remunerazione minima fissa garantita;

2) In caso di esercizio di recesso a seguito della fusione con l’azienda-target, ottengono comunque un valore minimo stabilito;

3) La valutazione dell’azienda-target è effettuata a sconto rispetto ai valori di mercato.

Per l’azienda-target:

1) L’azienda ottiene la quotazione ai listini regolamentati;

2) L’azienda ha la certezza dell’ammontare delle risorse raccolte e disponibili.

Quali sono le principali differenze con un investimento in private equity?

1) Gli amministratori della SPAC co-investono nell’iniziativa. La loro remunerazione è quindi direttamente legata al successo dell’investimento;

2) La durata massima della SPAC è inferiore a quella di un fondo chiuso.

La SPAC è una strada più semplice e meno complessa per accedere alla quotazione. In cambio di questa facilitazione l’azienda-target viene valorizzata a un prezzo che incorpora uno sconto. Il prezzo delle azioni nei giorni successivi alla fusione, manifesterà un aumento se il mercato avrà applicato stime coerenti a quelle fatte dagli amministratori della SPAC.

Con la SPAC si risolveranno i problemi cronici di sotto-capitalizzazione delle aziende italiane?

Ad oggi sono pochissime sono le operazioni italiane. Quelle fin qui realizzate hanno raccolto fondi escludendo il pubblico indistinto: le IPO erano infatti dedicate ai soli investitori professionali. Inoltre la piattaforma di AIM Italia è poco attraente per gli investitori internazionali, con un volume di scambi modesto e una capitalizzazione complessiva non significativa.

Le SPAC sono uno strumento che ha avuto successo nei mercati USA e UK, vediamo alla prova dei fatti quale sarà l’impatto in Italia.

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About the Author
Laura Oliva

Laura Oliva

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Partner e fondatrice di Ekuota. Laureata in economia aziendale presso l’Università L. Bocconi di Milano, ha una esperienza più che decennale sui mercati dei capitali. E’ stata Responsabile Debt Capital Markets nel gruppo Allianz, ha lavorato per banche d’affari italiane ed estere. Ha ricoperto di volta in volta, il ruolo di Global Product Specialist, di Responsabile della Strutturazione e del Collocamento di prodotti di Finanza Strutturata, di Responsabile della Sindacazione e di Analista di credito. Ha organizzato e realizzato finanziamenti ed emissioni obbligazionarie per i principali emittenti italiani, tra i quali: Exor, Pirelli, IFIL, Telecom Italia, ENI. E’ esperta di emissioni obbligazionarie e cartolarizzazioni e si occupa di analisi finanziaria e di mercati finanziari. Scrive di temi economici per quotidiani e riviste internazionali. E’ co-autrice del blog di Adviseonly (Consulenza finanziaria indipendente). Tre volte mamma, riminese purosangue felicemente trapiantata a Milano.

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