Se Wall Street si tinge di Rosa

Marta Fracas Interviste

Intervista a Monica Mandelli: l’icona del diritto alla carriera femminile

“Se non ami un lavoro così competitivo non sopravvivi”.

Parola di Monica Mandelli, Managing Director della divisione di Investment Banking di Goldman Sachs nonchè capo del Global Family Office Coverage Investment Banking (la divisione che si occupa di sviluppare le relazioni con le piu’ importanti famiglie del mondo, con patrimoni sopra i $2bn ciascuna).
Laureata in Bocconi, sposata e felicemente mamma di tre figli, la dimostrazione vivente che la parola “trade-off” nella vita è solo relativa.
Tuttavia nell’universo dell’alta finanza resta una “cometa”. Sono ancora poche, troppo poche le donne che riescono a scalare le imponenti mura dei colossi dell’investment banking e ad imporsi in ruoli di spicco.
Soluzione: Quote rosa?
Comprendo l’utilità delle quote rosa per creare la fatidica “massa critica” del 30% con cui si inizierebbero a cambiare le cose. Tuttavia questo discorso vale per il board delle aziende, che è un ottimo inizio, ma il grosso problema è anche la grave carenza di donne nel senior management. Le donne manager scarseggiano in Italia tanto quanto in America, con la differenza che in Italia il problema mi sembra ancora molto di natura culturale. La percezione che la donna non lavori risulta normale se non ovvia. L’Italia e’ purtroppo uno dei paesi sviluppati con la minore partecipazione femminile al lavoro. Bisogna insegnare alle ragazze che lavorare oggi non è l’eccezione, ma la norma. Deve essere la norma.
Si tratta di superare il dilemma tra stare a casa ad accudire i figli oppure dedicarsi alla propria carriera. E’ necessario che avvenga uno shift culturale all’insegna dell’equilibrio tra i due sessi, responsabili al 50% ciascuno della cura dei figli. E occorrono maggiori servizi per l’infanzia. Inoltre analizzando la situazione in termini puramente economici: il Paese sta lasciando a casa risorse inutilizzate per la propria crescita.

Risulta quindi essenziale compiere una riflessione sul contesto sociale e culturale con cui le donne si trovano ad avere a che fare. A Goldman Sachs sono fruibili servizi di ogni genere per i dipendenti: asilo, assistenza medica, palestra… Un microcosmo così organizzato permette di conciliare l’aspirazione bicefala famiglia-lavoro.
In passate interviste la Mandelli ha paragonato con una metafora piuttosto esemplificativa la carriera femminile ad una fitta selva da attraversare senza alcun aiuto, al contrario dei colleghi uomini a cui viene fornita una mappa ed indicate le scorciatoie. Date queste premesse è interessante chiedersi quale sia la formula per affrontare la foresta da sole. La risposta è tanto semplice quanto fondamentale:
“You need to do a job you love”, questo lavoro richiede molta resistenza e spirito di sopportazione perché e’ molto intenso sia fisicamente che mentalmente.”
Com’è cambiato il mondo dell’Investment banking?
La svolta nel lavoro di tutti i giorni è stata epocale grazie alla tecnologia. Quando ho iniziato nel 1994, era richiesta la presenza fisica praticamente continua in ufficio soprattutto come junior, quindi ultimo anello della catena, pre poter produrre output. Oggi la tecnologia ha snellito i processi e i miei junior lavorano comodamente il weekend da casa. In generale, negli ultimi vent’anni, il settore dell’investment banking è diventato sempre più sofisticato e competitivo.

E per una donna cos’è cambiato?
Penso che notevoli passi avanti siano stati fatti ma ancora molti ne restino da compiere.
Quando io ho iniziato c’erano poche donne nel business. Ricordo che, negli ann’90 sul volo Londra-Milano, mi è capitato che alcuni passeggeri scambiassero il mio tailleur blu per quello di un hostess a cui porgere il cappotto. Quando gli rivelavo che in realtà il mio posto era accanto a quelli dove erano seduti loro rimanevano di sasso. Non viaggiavano tante 25enni in business class.

Qual’ è stato per Lei il valore aggiunto di frequentare Bocconi e se tornasse indietro la sceglierebbe di nuovo?
La sceglierei di nuovo perché penso la Bocconi mi abbia dato la capacità di affrontare le difficoltà e ragionare sui problemi. Senza dimenticare che prima di tutto mi ha dato il network. E’ fondamentale avere la possibilità di intessere una rete di conoscenze con persone che cresceranno in carriera come te e su cui poter contare in futuro.

Consigli per un giovane che intende impostare in modo proattivo la propria carriera?
Prima di tutto sperimentare e mettersi alla prova.
Lo stage estivo risulta essere una soluzione ottimale per “convertire l’estate in un’offerta”. In ogni caso si tratta di “non risparmiarsi” e dare ogni giorno il meglio di voi in quello che fate, nonché allo stesso tempo, capire quale sia la giusta strada da percorrere per il prossimo futuro.

Una breve ma efficace testimonianza per capire che non esistono donne di successo, ma solo una combinazione vincente: Tenacia, Passione e Determinazione.

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About the Author

Marta Fracas

Marta Fracas è studentessa del Corso di Laurea in Economia Aziendale e Management all'Università Bocconi. Coltiva da sempre la passione per il giornalismo che ha portato avanti con la partecipazione attiva ai Giornali scolastici del Liceo e dell'Università. Nutre particolare ammirazione e interesse per la cultura e la lingua tedesca ed è incline a vivere esperienze internazionali. Per la sua voglia di sperimentare è alla continua ricerca di nuovi stimoli professionali e personali.

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