Oltre il solito orizzonte: investire nella Bellezza

Marta Fracas Mercati Finanziari Leave a Comment

Stufi di investire nel “solito noioso pacchetto titoli”? Beh si effettivamente un po’, ma dopotutto se è quello che garantisce maggiore sicurezza in termini di rendimento e tenuta alle oscillazioni del mercato, perché cambiarlo?

Tuttavia esiste un modo per “dare colore” al proprio portafoglio e al contempo sentirsi fieri di essere un moderno mecenate: investire in opere d’arte.
Stesse regole e stessa struttura del tradizionale mercato mobiliare, solo qualche raffinata variante.
Esiste un mercato primario incarnato dalle gallerie, che espongono e promuovono la vendita di un portafoglio di artisti con le relative opere, nonché un mercato secondario, ovvero le aste, dominio esclusivo dei collezionisti.

Inoltre si può operare anche indirettamente attraverso i cosiddetti art funds, che costituiscono fondi di raccolta per allestire una collezione, che può aumentare di valore in modo esponenziale e creare profitto una volta in vendita. Barriere all’entrata: la quota di ingresso minima tra i 250.000 e i 500.000, tale da far concorrenza agli hedge funds.

Perché scegliere di investire in un “portafoglio artistico”? Senza dubbio perché non si tratta solo di numeri, ma in prima istanza di Bellezza.

La ricerca dei rendimenti va a braccetto con la passione per svariate forme d’arte, dagli arredi d’epoca all’arte tribale e porta l’investitore a tramutarsi in un vero e proprio collezionista.

Tuttavia nessuna improvvisazione è possibile: necessari una buona dose di tempo, approfondite conoscenze e un ammontare considerevole da impegnare. Secondo i dati forniti dall’Associazione italiana Private banking, il mercato dell’arte si è trasformato da settore di nicchia a soluzione di moda tra i più facoltosi. Christie’s e Sotheby, considerate i major tra le case d’asta, hanno registrato 13,4 miliardi di dollari in vendita di opere d’arte solo nel 2013, un trend in costante ascesa, incrinato parzialmente nel 2014. Ciò è dovuto non tanto a un calo dell’art banking quanto a una maggiore ricerca di privacy da parte degli investitori che hanno preferito rivolgersi ai nuovi art advisor, banche, compagnie assicurative e società private altamente specializzate.
Osservando gli indici di mercato negli ultimi cinque anni salta all’occhio come oggetti, orologi di lusso ma soprattutto arte siano le voci che hanno segnato un’impennata eclatante rispetto alle azioni S&P500 e Ftse Mib.
I fattori di successo sono facilmente individuabili nell’esposizione al rischio piuttosto contenuta e nella garanzia di grossi rendimenti.

Tuttavia bisogna ricordare che le opere d’arte non sono titoli! E’ perciò necessario fare i conti con elevati costi correnti (di mantenimento, custodia, assicurazione) e un’accentuata volatilità, che colpisce soprattutto alcune categorie: un livello medio del 50% nell’arte contemporanea rispetto al più rassicurante 7% della scultura. Da menzionare inoltre i non trascurabili benefici fiscali e la copertura inflazionistica rispetto a stock market e real asset.
L’abilità risiede quindi non tanto nel puntare sui valori praticamente cristallizzati di opere note, quanto sugli artisti emergenti, veri e propri maghi del rendimento oppure possibili sonori fallimenti. Per sviluppare un occhio critico, capace di individuare il capolavoro, è consigliabile allenarsi frequentando le principali fiere europee tra cui European Fine Art Foundation, Maastricht Art Fair, Art Basel in Svizzera e a Miami nonché Frieze Art Fair a Londra, dei veri meltin pot di creazioni e tendenze oltre che potenziali miniere per i loro acquirenti.

Per chi deciderà di imboccare questa scorciatoia per riemergere con successo dalla crisi, Kandinskij diceva che “L’arte indica il contenuto del futuro”, ma intanto “arricchisce” di bellezza l’immediato presente.

Iscriviti a eKuota

eKuota aiuta le aziende a gestire i rischi finanziari: incassi e pagamenti in valute estere, acquisti di materie prime, tassi di interesse.
Iscriviti subito a eKuota
About the Author

Marta Fracas

Marta Fracas è studentessa del Corso di Laurea in Economia Aziendale e Management all'Università Bocconi. Coltiva da sempre la passione per il giornalismo che ha portato avanti con la partecipazione attiva ai Giornali scolastici del Liceo e dell'Università. Nutre particolare ammirazione e interesse per la cultura e la lingua tedesca ed è incline a vivere esperienze internazionali. Per la sua voglia di sperimentare è alla continua ricerca di nuovi stimoli professionali e personali.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *