Materie prime industriali: primi segnali di ripresa dei prezzi

Laura Oliva Commodities Leave a Comment

I prezzi delle materie prime industriali sono ai minimi da anni. Nella infografica eKuota possiamo vedere ciò che è successo ai prezzi nel corso del 2015. L’acciaio è diminuito del 56%, il nickel ha perso il 41%, il palladio il 30%. Nessun prezzo ha il segno + davanti. I prezzi di tutte le materie prime industriali sono diminuiti nel corso del 2015.

Infografica prezzi materie prime industriali by eKuotaAlcune materie prime sono ancora in calo nei primi mesi del 2016: l’acciaio ha perso oltre il 54%, il piombo -2,4% mentre il nickel ha perso l’1,5%.

LE CAUSE

Quali sono le cause?
Tutti i prezzi, quindi anche quelli delle materie prime, sono determinati dalla domanda e dall’offerta. I prezzi bassi di gran parte delle materie prime sono dovuti al rallentamento dell’economia cinese, il più grande consumatore di metalli come ad esempio il rame.

Grafico eKuota: Il prezzo del rame (USD/ton)

Grafico Rame al 31 marzo 2016 eKuota
La Cina ha influenzato i prezzi dei mercati finanziari quando ha ufficializzato il tasso di crescita più basso da 25 anni: 6,5%.
L’economia cinese è in fase di trasformazione: gli investimenti produttivi e immobiliari (edifici, fabbriche e appartamenti) sono in diminuzione, mentre i servizi come beni di consumo, sanità e servizi finanziari sono in crescita.
Il rallentamento dell’economia e le sue modifiche strutturali influiscono sulle aziende e sui prezzi delle materie prime legate al manifatturiero e al comparto immobiliare cinese.
L’offerta di materie prime non si è ancora adeguata alla diminuzione della domanda proveniente dalla Cina. Il rallentamento dell’economia cinese contagia altri paesi.
Il Brasile è un esempio di come il rallentamento della Cina sta influendo su altre economie, infatti la sua crescita quest’anno dovrebbe ridursi del 3%.
L’economia del Brasile è cresciuta tanto all’inizio di questo secolo, grazie alle vendita di materie prime, come il ferro, alla Cina.

La Cina sta intervenendo per stimolare la sua economia. La domanda che in tanti si chiedono è quanto sarà efficace. Abbassare i tassi di interesse, svalutare ulteriormente lo yuan e aumentare la spesa pubblica. Tutte manovre per dare sostegno all’economia. Ma l’efficacia di queste azioni è incerta.
Per dare maggiore affidabilità all’economia cinese occorrerebbe poter sapere se e con quali tempi è possibile farla trasformare con successo in una economia basata principalmente sul terziario.
Nell’anno appena trascorso le cinque aziende leader del settore estrattivo (Glencore, BHP, Vale, Anglo e Rio) hanno perso in totale ben 32 miliardi di dollari.
Ma secondo Ivan Glasenberg, CEO di Glencore “I prezzi delle materie prime hanno toccato il fondo. Le scorte globali si sono ridotte e ciò indica una potenziale riduzione dell’offerta. Le vendite della società in tutto il mondo, in questo momento, stanno andando abbastanza bene. Buoni ordini arrivano dalla Cina”.

Tutto questo ottimismo ancora non si è visto sui prezzi di mercato. Non ci sono ancora significativi segnali di un drastico mutamento dello scenario. Anche se qualche tentativo di rafforzamento c’è stato. Il piombo, lo stagno e lo zinco nell’ultimo mese hanno registrato prezzi medi superiori a quelli dell’ultimo anno, un segnale di inversione del trend e di rafforzamento dei prezzi.

Grafico eKuota – Il prezzo dello stagno (USD/ton) dal 2011 ad oggi

Serie storica dei prezzi dello stagno eKuota

Grafico eKuota – Il prezzo dello stagno negli ultimi mesi. Da notare il trend crescente dei prezzi cominciato nello scorso febbraio.

Grafico stagno con medie mobili eKuota

Grafico eKuota – Il prezzo dello zinco (USD/ton).

Prezzo Zinco - eKuota

 

CONCLUSIONI

L’esposizione delle imprese alla fluttuazione dei prezzi delle materie prime è un tema di grande importanza perché ha effetti diretti sulla redditività e sulla liquidità aziendale. L’anno che è appena trascorso è stato un anno caratterizzata da una forte diminuzione dei prezzi delle materie prime industriali. L’anno che è appena iniziato è un anno difficile, segnato da una forte volatilità dei prezzi. Al momento non ci sono indicazioni sicure di una ripresa dei prezzi. E’ comunque da non sottovalutare il rischio di una repentina inversione di tendenza. In questo caso occorre saper reagire con prontezza. Per essere pronti è necessario monitorare di frequente il mercato.
Riuscire infatti a individuare la fine della fase di discesa dei prezzi, significa poter acquistare con i prezzi ai minimi. Una occasione irripetibile per fare la differenza in fase di negoziazione sul mercato dei prodotti finiti e portare a casa un elevato margine economico sulle vendite.

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Laura Oliva

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Partner e fondatrice di Ekuota. Laureata in economia aziendale presso l’Università L. Bocconi di Milano, ha una esperienza più che decennale sui mercati dei capitali. E’ stata Responsabile Debt Capital Markets nel gruppo Allianz, ha lavorato per banche d’affari italiane ed estere. Ha ricoperto di volta in volta, il ruolo di Global Product Specialist, di Responsabile della Strutturazione e del Collocamento di prodotti di Finanza Strutturata, di Responsabile della Sindacazione e di Analista di credito. Ha organizzato e realizzato finanziamenti ed emissioni obbligazionarie per i principali emittenti italiani, tra i quali: Exor, Pirelli, IFIL, Telecom Italia, ENI. E’ esperta di emissioni obbligazionarie e cartolarizzazioni e si occupa di analisi finanziaria e di mercati finanziari. Scrive di temi economici per quotidiani e riviste internazionali. E’ co-autrice del blog di Adviseonly (Consulenza finanziaria indipendente). Tre volte mamma, riminese purosangue felicemente trapiantata a Milano.

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