Le PMI italiane piacciono ai mercati finanziari

Laura Oliva Rating 3 Comments

In tempi di economia globalizzata, spesso ci si dimentica delle PMI. Del valore delle PMI per l’economia europea. Le piccole e medie imprese rappresentano – nell’UE – il 99% del volume di affari e contribuiscono per oltre i due terzi all’occupazione privata.

Le PMI italiane sono tra le eccellenze europee in questo ambito.

Le PMI sono la vera spina dorsale del sistema.

Ricordate i titoli-salsiccia?

Pasticci finanziari architettati dalle banche di tutto il mondo?

I famosi titoli cartolarizzati.

Sono tornati. E non sarebbe una notizia…o almeno una buona notizia,

Sono tornati! Ma questa volta è una beneficiarne sono le aziende italiane.

In particolare le PMI.

Vediamo come.

Venerdì scorso, la Banca Popolare di Vicenza ha collocato un miliardo di titoli obbligazionari garantiti da crediti delle PMI del Nord Italia. La camera di scoppio del motore delle PMI italiane.

L’emissione è una ABS (Asset Backed Securities). Rende all’investitore una cedola a tasso variabile pari all’Euribor a 3 mesi +2,4%. Si tratta di titoli dedicati e collocati esclusivamente a investitori istituzionali che hanno ottenuto un grande successo sui mercati internazionali.

Il funzionamento dell’ABS è simile a quello di un ordinario finanziamento con garanzia. La banca eroga al cliente una percentuale del valore della garanzia.

Il rating di alcune banche emittenti non è dei migliori: es. BB+, cioè a dire junk... un rating sub-investment grade. Ma il piccolo miracolo è che hanno potuto emettere titoli con rating AA+. Come è potuto succedere?

In casi come questo, la banca ha ceduto 1,5 miliardi di crediti verso le PMI – principalmente del nord Italia e in cambio ha emesso obbligazioni che sono state sottoscritte da qualificati investitori istituzionali (fondi di investimento, assicurazioni, altre banche, ecc.).

Come è potuto succedere? Un caso pratico, tra i tanti. Le Banche del Gruppo Popolare di Vicenza. Il loro rating non è dei migliori ma la loro emissione, è degna di interesse. Soprattutto per  le PMI. L’emissione si chiama “Berica PMI”, dal nome del veicolo che ha emesso i titoli.

BERICA

Per stare al caso pratico: come funziona? I prestiti ceduti sono intestati a 8.500 clienti delle Banche del Gruppo Popolare di Vicenza e non contengono sofferenze. Il 64% di essi gode di una garanzia ipotecaria.

Quali sono i vantaggi per la banca?

  • raccogliere un grosso importo per continuare l’attività di impiego;
  • risparmia capitale perchè vende parte del suo attivo.

Quali sono i vantaggi per i clienti della banca?

I clienti vecchi e nuovi della banca possono ottenere credito ulteriore, grazie alle nuove risorse raccolte sui mercati.

Le agenzie di rating (Fitch e DBRS) hanno valutato il portafoglio di crediti delle PMI, insieme alle altre garanzie concesse, e hanno ritenuto che l’emissione meritasse un rating migliore della Repubblica Italiana. Un apprezzabile successo, a pochi giorni dal downgrading dell’Italia e di tante banche italiane, da parte di S&P.

Un bell’esempio di come sono apprezzate le nostre aziende anche dai mercati finanziari!

In tempi di economia globalizzata, le PMI oltre a essere la spjna dorsale del sistema economico – nazionale ed europeo – possono anche fungere da volano al settore bancario, che si appoggia sulla loro capacità di vivere e prosperare. Avviando ciò che si spera possa essere un nuovo ciclo virtuoso per il sistema Italia.

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About the Author
Laura Oliva

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Partner e fondatrice di Ekuota. Laureata in economia aziendale presso l’Università L. Bocconi di Milano, ha una esperienza più che decennale sui mercati dei capitali. E’ stata Responsabile Debt Capital Markets nel gruppo Allianz, ha lavorato per banche d’affari italiane ed estere. Ha ricoperto di volta in volta, il ruolo di Global Product Specialist, di Responsabile della Strutturazione e del Collocamento di prodotti di Finanza Strutturata, di Responsabile della Sindacazione e di Analista di credito. Ha organizzato e realizzato finanziamenti ed emissioni obbligazionarie per i principali emittenti italiani, tra i quali: Exor, Pirelli, IFIL, Telecom Italia, ENI. E’ esperta di emissioni obbligazionarie e cartolarizzazioni e si occupa di analisi finanziaria e di mercati finanziari. Scrive di temi economici per quotidiani e riviste internazionali. E’ co-autrice del blog di Adviseonly (Consulenza finanziaria indipendente). Tre volte mamma, riminese purosangue felicemente trapiantata a Milano.

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Comments 3

  1. Avatar

    Davvero sorprendenti così tanti (non so contarli) notch sopra il Debito Italiano.
    Ma qual è la dimensione del fenomeno? quanti i crediti che possono garantire un funding a condizioni “europee” per le banche italiane?
    Sembra una corsa contro il tempo: la qualità complessiva del debito peggiora ed il Q.E. della BCE non può durare in eterno (se qualche paese EUR ricominciasse a crescere seriamente, ci vorrebbe un refrigerio).
    Chissà se le ABS giocheranno veramente un ruolo importante, sembra un’opinione che si sta affermando

    1. Avatar

      E’ una vera corsa contro il tempo e mi sembra che siamo in gara. Non so se le ABS siano lo strumento che conterà più di altri ma è un buon segnale di vitalità, non credi?

  2. Avatar

    E’ certamente un bel segnale, così come lo sarebbe la diffusione dei mini bond e di altri strumenti di funding per progetti delle nostre imprese.

    Sarebbe bella una competizione tra “distretti”, a chi c’ha lo spread più piccolo! Non è che si sta muovendo qualcosa in BPER?
    Chissà se la Pop. Vicenza comunicherà di quanto ha aumentato l’affidamento verso le aziende che gli hanno permesso questa bella performance.

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