i costi occulti delle valute

I costi occulti dei tassi di cambio

Laura Oliva Guida alla gestione dei rischi finanziari, Valute

Gli incassi o i pagamenti in valute diverse dall’Euro, fatti tramite il conto corrente bancario, costano. Le aziende che hanno conti in valuta estera sanno che ci sono commissioni evidenziate nei contratti con la banca (per esempio le spese di tenuta del conto). Ma non tutti i costi sono evidenti.

Ci sono costi occulti. Costi che gli intermediari fanno pagare e che non compaiono nell’estratto conto, ma sono inclusi nei tassi di cambio applicati.

Stiamo parlando dei costi di transazione che nei mercati finanziari si chiamano costi di spread (bid-ask spread). Possono essere molto alti. Analizziamoli con l’aiuto delle nostre infografiche.

1 – QUOTAZIONE DEI CAMBI (Ask e Bid) Il cambio “Ask” è utilizzato per gli acquisti; il cambio Bid è utilizzato per le vendite di valute. Entrambi sono quotati ufficialmente sui mercati regolamentati. La differenza tra il cambio Ask e il cambio Bid è detto “Spread”. Come mostrato in figura, ipotizziamo che l’azienda che incassa 1000 Dollari Americani chieda alla banca di cambiarli in Euro (tasso ufficiale è 1,26085). Nel nostro caso lo Spread equivale a 1,26098-1,26085=0,00013. E’ molto basso perché è una quotazione del mercato “all’ingrosso”, ovvero condizioni che non vengono offerte ai privati o alle aziende, ma che sono riservate ai soli intermediari finanziari (vd sotto).

Quotazioni del mercato cambi all'ingrosso

 2) MERCATO ALL’INGROSSO Come si comporta la banca? Come gestisce le richieste di transazioni in cambi da parte dei clienti? La banca negozia sui mercati (vd sotto) la valuta richiesta con altri operatori finanziari. Per 1000 Dollari Americani ottiene 793,03 Euro, al cambio di 1,26098.

Quotazione del mercato dei cambi all'ingrosso

3) MERCATO AL DETTAGLIO La banca propone ai suoi clienti un tasso di cambio, sul quale è compresa una commissione di intermediazione. E’ la remunerazione del servizio offerto ai clienti. In questo caso è stata applicata una commissione dell’1% (vd sotto). Il cambio offerto è pari a 1,27372 e il cliente ottiene 785,1 Euro per i suoi 1000 Dollari Americani. I costi di spread (differenza tra prezzi Bid e prezzi Ask) sono pari a 0,02548, ben superiori a quelli del mercato all’ingrosso.

Costi delle transazioni in cambi

CONCLUSIONI Le commissioni applicate dalle banche (chiamate anche tassi interbancari) sono le più disparate. Vanno da un minimo di 0,2% a 3-5%, a seconda dei clienti. Le condizioni peggiori sono quelle che i clienti-individui trovano sulle carte di credito; le condizioni migliori sono quelle applicate alle aziende di grandi dimensioni.

Quali sono le considerazioni principali per evitare la trappola dei costi occulti?

Controllare i tassi di cambio applicati dalle banche. Quando chiedete di cambiare valuta estera imponete una verifica delle condizioni applicate.

Come?

1. Fate riferimento alle quotazioni dei mercati ufficiali. La piattaforma di ekuota è a vostra disposizione per controllare le quotazioni giornaliere.

2. Verificate quale commissione è stata applicata, sia in termini di importo assoluto (evitate le commissioni al 3%), sia in termini di continuità nel tempo.

3. Prendete in considerazione l’utilizzo di sistemi di scambio alternativi alla vostra banca. Due esempi: kantox.com e currencycloud.com.

4. Seguite il nostro blog, sempre all’erta sul controllo dei costi (occulti) del sistema finanziario per le aziende.

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About the Author
Laura Oliva

Laura Oliva

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Partner e fondatrice di Ekuota. Laureata in economia aziendale presso l’Università L. Bocconi di Milano, ha una esperienza più che decennale sui mercati dei capitali. E’ stata Responsabile Debt Capital Markets nel gruppo Allianz, ha lavorato per banche d’affari italiane ed estere. Ha ricoperto di volta in volta, il ruolo di Global Product Specialist, di Responsabile della Strutturazione e del Collocamento di prodotti di Finanza Strutturata, di Responsabile della Sindacazione e di Analista di credito. Ha organizzato e realizzato finanziamenti ed emissioni obbligazionarie per i principali emittenti italiani, tra i quali: Exor, Pirelli, IFIL, Telecom Italia, ENI. E’ esperta di emissioni obbligazionarie e cartolarizzazioni e si occupa di analisi finanziaria e di mercati finanziari. Scrive di temi economici per quotidiani e riviste internazionali. E’ co-autrice del blog di Adviseonly (Consulenza finanziaria indipendente). Tre volte mamma, riminese purosangue felicemente trapiantata a Milano.

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