I nuovi principi contabili italiani: la valutazione del fair value delle coperture secondo gli OIC 32

Laura Oliva Novità legislative 1 Comment

A seguito della pubblicazione del nuovo principio contabile, l’OIC 32 sugli strumenti finanziari derivati, è stato introdotto il Fair Value come criterio di base nella misurazione e rilevazione degli strumenti finanziari derivati. A partire dal 1° gennaio 2016, le aziende che hanno stipulato coperture per i rischi finanziari dovranno quindi valutare gli strumenti derivati sia alla data di chiusura del bilancio, sia alla data di stipula del contratto finanziario.

Sono coinvolte tutte le società che redigono il bilancio secondo le disposizioni del codice civile, ad esclusione delle c.d. micro imprese (ex. art. 2435 C.C.: totale attivo inferiore a 175.000 Euro, ricavi inferiori a 350.000 Euro, dipendenti fino a 5).

Cos’è il Fair Value?

Il Fair Value è definito come: “il prezzo che si percepirebbe per la vendita di una attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione” (Fonte: OIC32 dicembre 2016 – pag.5).

Gli strumenti finanziari derivati oggetto di valutazione sono individuabili tra i contratti che possiedono le seguenti caratteristiche:

  1. hanno un valore che varia come conseguenza della variazione di un determinato tasso di interesse, tasso di cambio, prezzo o altra variabile (a volte chiamata sottostante);
  2. non richiedono un esborso iniziale;
  3. sono regolati a data futura.

Rientrano in questo ambito i contratti forward (prezzi a termine), i futures, gli swap e le opzioni.

Come è possibile valutare il Fair Value?

Il legislatore ha individuato una gerarchia di determinazione. Il primo livello è la verifica delle quotazioni di mercato. Quando non presenti valori di mercato, occorre fare riferimento a prezzi di strumenti con rating simile (secondo livello) oppure utilizzare modelli di valutazione basati sull’impiego di parametri di mercato (terzo livello).

Il Fair Value del derivato, se positivo, è iscritto nella voce B.III.4 delle Immobilizzazioni finanziarie o C.III5 delle Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni. Viceversa, se è negativo si iscrive nella voce B.3 Fondi per rischi ed oneri.

Una importante novità è la dichiarazione da emettere relativa alla relazione di copertura. Sono previste specifiche regole che stabiliscono quali sono le coperture ammesse. Occorre quindi redarre una relazione di copertura che evidenzia il rispetto di tutti i criteri di ammissibilità previsti, tranne nel caso delle c.d. “coperture semplici”.

Le “coperture semplici” sono quelle con caratteristiche simili all’elemento coperto e sono stipulate a condizioni di mercato.

Quindi  se il derivato è classificato come “Copertura” (semplice o no)  di un flusso finanziario atteso, la variazione di Fair Value si imputa a una riserva di patrimonio netto. Tale riserva sarà imputata a conto economico al verificarsi del flusso di cassa corrispondente.

Se non è possibile classificare il derivato come Copertura, allora se è una variazione negativa si iscrive alla voce D.19 Svalutazioni o se è positiva alla voce D.18.d Rivalutazioni.

Riepilogando

  1. La principale novità del nuovo principio contabile italiano, l’OIC 32, riguarda la necessità di valutare gli strumenti finanziari. Occorre cioè certificare sempre il Fair Value dei derivati stipulati indicandolo in nota integrativa;
  2. L’azienda deve inoltre stabilire se il derivato stipulato ha le caratteristiche per poter essere considerato come una Copertura secondo la normativa contabile italiana;
  3. Se il derivato rientra tra le operazioni di Copertura, allora il suo valore non influisce nel conto economico fino a quando non si estingue. Alla scadenza della copertura  saranno contabilizzati i relativi flussi congiuntamente a quelli verificatisi nel flusso finanziario atteso.

Le modifiche introdotte con la riforma del bilancio dal legislatore italiano sono numerose. L’allineamento alle norme europee e ai principi internazionali è uno sforzo utile ai fini della trasparenza delle comunicazioni finanziarie. E’ un passo in avanti verso una maggiore visibilità potenziale nei confronti dei mercati finanziari e degli investitori internazionali. L’adeguamento richiesto è significativo rispetto alle prassi finora consolidate.

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Laura Oliva

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Partner e fondatrice di Ekuota. Laureata in economia aziendale presso l’Università L. Bocconi di Milano, ha una esperienza più che decennale sui mercati dei capitali. E’ stata Responsabile Debt Capital Markets nel gruppo Allianz, ha lavorato per banche d’affari italiane ed estere. Ha ricoperto di volta in volta, il ruolo di Global Product Specialist, di Responsabile della Strutturazione e del Collocamento di prodotti di Finanza Strutturata, di Responsabile della Sindacazione e di Analista di credito. Ha organizzato e realizzato finanziamenti ed emissioni obbligazionarie per i principali emittenti italiani, tra i quali: Exor, Pirelli, IFIL, Telecom Italia, ENI. E’ esperta di emissioni obbligazionarie e cartolarizzazioni e si occupa di analisi finanziaria e di mercati finanziari. Scrive di temi economici per quotidiani e riviste internazionali. E’ co-autrice del blog di Adviseonly (Consulenza finanziaria indipendente). Tre volte mamma, riminese purosangue felicemente trapiantata a Milano.

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