Esportazioni in Cina: quanto conta gestire bene i prezzi in valuta

Laura Oliva Valute Leave a Comment

Fissare i prezzi in Yuan è una sfida importante per un’azienda che vuole offrire prodotti sul mercato cinese.

Prendiamo ad esempio un produttore di vini: come affrontare le decisioni finanziarie fissare i prezzi in valuta locale? L’azienda ha fissato il prezzo di vendita del vino a 6 Euro la bottiglia. Un prezzo che tiene conto dei costi di produzione e di commercializzazione, e che consente un margine economico adeguato al contesto competitivo. Questo valore (6 €) è valido per i listini sui mercati europei, ma se il viticoltore volesse esportare in Cina, a quale prezzo dovrebbe offrire la sua bottiglia?

Quale dovrebbe essere il prezzo equivalente in Yuan?

Oggi 6 Euro equivalgono a 46,42 Yuan (1 € = 7,74 CNY). Questo è il prezzo corretto da proporre ai clienti cinesi?

Per rispondere a questa domanda, prima vediamo cosa è successo negli ultimi mesi alle quotazioni del cambio dell’Euro verso lo Yuan.

Grafico: le quotazioni storiche Euro/CNY

All’ inizio del 2016 l’euro valeva 7,13 Yuan. Dopo soli sei mesi, a giugno, aveva perso oltre il 3%. La stessa cosa è successa nel 2017, quando l’euro si è rafforzato fino a raggiungere 7,8 Yuan, segnando un +6,4% in un semestre.

Quindi la nostra bottiglia di vino da 6 Euro, messa in vendita a inizio 2017, avrebbe incassato l’equivalente di 43,8 Yuan (6 x 7,3). Dunque se l’azienda avesse venduto a quel valore (6 Euro: valore fissato per coprire costi e realizzare utili) non avrebbe realizzato i guadagni attesi e avrebbe eroso i suoi margini. Questo cattivo impatto sulle performance finanziarie del vignaiolo deriva dal rafforzamento dell’Euro sullo Yuan, nel corso del primo semestre 2017. Indipendentemente dalla buona qualità del suo vino e dalla sua capacità di commercializzarlo, le fluttuazioni sui cambi lo hanno penalizzato.

Cosa fare? Come proteggere il valore in Euro incassato dall’azienda italiana per le vendite in Cina? Come proteggere i risultati economici?

La soluzione possibile è in tre passi.

1. Aggiornare frequentemente i prezzi di vendita in valuta

Rispetto ad altre, la valuta cinese ha una volatilità contenuta (6% all’anno). Tuttavia una variazione nella “direzione sbagliata” potrebbe compromettere i margini aziendali. Occorre quindi aggiornare regolarmente i prezzi di listino in valuta cinese. Il grafico seguente mostra come, durante il 2017, l’adeguamento dei prezzi ai tassi di cambio medi del mese porta all’aumento del prezzo della bottiglia, a causa della svalutazione dello Yuan: da 43,8 Yuan di gennaio a 46,2 Yuan di ottobre.

Grafico: aggiornamento del prezzo in Yuan di una bottiglia di vino

2. Fissare i prezzi in valuta utilizzando una stima affidabile

Per aggiornare correttamente i prezzi di listino in valuta, è necessario avere un riferimento obiettivo sulle quotazioni dei tassi di cambio future. Ekuota mette a disposizione (on line) gli strumenti per avere stime scientifiche affidabili sugli andamenti delle valute, con un determinato orizzonte temporale. Sulla base delle stime ottenute da Ekuota, è dunque possibile fissare il prezzo, utilizzando un criterio prudenziale.

Le stime di ekuota per il cambio Euro/Yuan per il prossimo mese sono visualizzate nel grafico che segue:

 

L’intervallo di riferimento della stima è tra 7,5 e 7,9 con un valore medio pari a 7,7. In altre parole, le quotazioni del cambio Euro/Yuan, nel prossimo mese, sono stimate in questo intervallo, con una validità statistica riconosciuta.

Alla luce di questa possibile forchetta, sta poi all’azienda delineare le proprie strategie.

L’azienda con un atteggiamento prudente potrebbe utilizzare il valore estremo di 7,9, corrispondente a una svalutazione dello Yuan rispetto ai valori di oggi. Il produttore potrà quindi mettere in vendita la sua bottiglia di vino a 47,40 Yuan.

Se al contrario l’azienda decidesse un approccio più aggressivo e desiderasse fare un’offerta più competitiva, potrebbe utilizzare il valore medio dell’intervallo (7,7) e mettere in vendita la bottiglia a 46,2 Yuan.

Sono due posizioni differenti che riflettono due diversi approcci commerciali e diverse esigenze finanziarie. In comune c’è invece la possibilità di fare una scelta consapevole, basata su stime affidabili che consentono di fissare i proprii prezzi di listino: tutelando le performance finanziarie, proteggendo i margini e restando competitivi sul mercato.

3. Monitorare

Terzo e ultimo passaggio. I mercati finanziari sono prodighi di brutte sorprese. Occorre monitorare costantemente l’andamento delle quotazioni.

Ciò ancora più vero nel caso in cui l’azienda avesse deciso un approccio commerciale aggressivo, cioè con un tasso di cambio per i listini esteri molto vicino alle quotazioni correnti.

In questo caso, l’utente del servizio Ekuota, può chiedere di essere allertato (notifiche automatiche via email). In base ai parametri fissati dall’utente stesso, verranno inviati “alert” che segnalano cambiamenti delle quotazioni (nel nostro caso valutarie) per non compromettere gli obiettivi aziendali.

Le esportazioni in mercati extraeuropei sono cruciali per tante aziende italiane, in ogni settore. Ekuota mette ora a disposizione nuovi strumenti fintech per tutelare la loro competitività sui mercati internazionali.

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Laura Oliva

Laura Oliva

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Partner e fondatrice di Ekuota. Laureata in economia aziendale presso l’Università L. Bocconi di Milano, ha una esperienza più che decennale sui mercati dei capitali. E’ stata Responsabile Debt Capital Markets nel gruppo Allianz, ha lavorato per banche d’affari italiane ed estere. Ha ricoperto di volta in volta, il ruolo di Global Product Specialist, di Responsabile della Strutturazione e del Collocamento di prodotti di Finanza Strutturata, di Responsabile della Sindacazione e di Analista di credito. Ha organizzato e realizzato finanziamenti ed emissioni obbligazionarie per i principali emittenti italiani, tra i quali: Exor, Pirelli, IFIL, Telecom Italia, ENI. E’ esperta di emissioni obbligazionarie e cartolarizzazioni e si occupa di analisi finanziaria e di mercati finanziari. Scrive di temi economici per quotidiani e riviste internazionali. E’ co-autrice del blog di Adviseonly (Consulenza finanziaria indipendente). Tre volte mamma, riminese purosangue felicemente trapiantata a Milano.

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