Deprezzamento delle divise emergenti: c’è ancora spazio

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Le divise dei paesi emergenti sono circa l’11% più care della loro media storica, anche dopo la fuga di capitali avvenuta tra maggio e giugno.

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L’indice Barclays delle divise dei Paesi emergenti aggiustato per l’inflazione (sostanzialmente un tasso di cambio reale medio per i Paesi in via di sviluppo) è sceso del 5% circa dal massimo storico di sempre di maggio 2013, dopo che un decennio di crescita economica ha fatto lievitare anche prezzi e costo del lavoro, diminuendo di conseguenza la competitività di questi Paesi.

Il real brasiliano, la rupia indiana e quella indonesiana hanno perso oltre il 10% del loro valore, ai primi segnali della FED di ridurre l’intensità degli acquisti di titoli obbligazionari, il cosiddetto “tapering”.

In aggregato, dunque, i tassi di cambio delle divise emergenti hanno ancora spazio per deprezzarsi nel breve e medio periodo.

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About the Author

Raffaele Zenti

Co-founder and Head of the Financial Strategies Group of Adviseonly (www.adviseonly.com). Expert in finance and risk management. He graduated in Economics from the University of Turin, with a specialisation in Statistics. He has worked in assets allocation for Sella Asset Management, where he was head of the Financial Business Consultants unit in Engineering. Previously he worked at Allianz Global Investors Italy for ten years as Head of Risk Management and then as Head of Quantitative Management. He was recently the Quantitative Management Manager at Banca Leonardo Group and provided independent consultancy for IDeA Sim - DeA Group. He is also a lecturer in Quantitative Portfolio Management at the University of Turin Master’s in Finance programme, has published various articles in asset management and finance magazines (including the Journal of Asset Management, Economic Notes and Risk) and has contributed to books on subjects related to investment choices and Risk Management.

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