Coronavirus: quale paese ne uscirà meglio?

Laura Oliva Mercati Finanziari, Valute Leave a Comment

Coronavirus: quale paese ne uscirà meglio? È la domanda che si fanno gli operatori per delineare la migliore strategia di allocazione degli investimenti.

Dal sondaggio di Maggio di CFA Italy(*)  le prospettive sono chiare. La situazione attuale è negativa per tutti i paesi, ma in prospettiva le chance sono a favore degli USA, a scapito dei paesi europei. Il PIL del primo trimestre ha visto ribassi senza precedenti, con l’Italia a -4,7%, seppure meglio di Francia e Spagna. Tuttavia, la BCE stima il PIL 2020 dell’Eurozona tra -5 e il -12%, a seconda del successo e della durata delle misure di lockdown.

La debolezza dell’economia UE rispetto a quella USA deriva dalla lenta risposta dei singoli paesi e delle limitate misure di stimolo fiscale messe in atto. Ciò si riflette sulle aspettative dell’euro, mentre conferma il ruolo di valute rifugio per yen e dollaro americano. In particolare, quest’ultimo è il vero protagonista. Il suo primato è basato sulla velocità di risposta della FED e sulla forza predominante delle aziende tech, che continuano a produrre buoni risultati. La pandemia globale ha messo in grande evidenza il fatto che l’innovazione tecnologica e il digitale sono il vero vantaggio competitivo degli USA.

In Italia, la divergenza tra economia reale e indici azionari è da monitorare con cautela: il PIL 2020 è dato in diminuzione del 17,6%, mentre gli analisti hanno buone aspettative sull’andamento del FTSEMIB. È questo il segno che gli analisti non stanno prezzando adeguatamente le incerte prospettive future e fanno previsioni troppo ottimistiche sulla ripresa degli utili, sottovalutando al contempo l’aumento del rischio di credito per gli istituti bancari, l’aumento del premio al rischio paese e l’aumento dell’Equity Risk Premium.

È una situazione rischiosa, innescata dalla grande liquidità immessa nel sistema dalle banche centrali.

Nel sondaggio emerge che le aspettative sulla redditività dei singoli settori in Italia sono per la maggior parte negative, tranne che per utility e telecomunicazioni. Per quest’ultimo, il vantaggio derivante dall’aumento del traffico cloud e streaming, dovrà essere in grado di contenere le perdite di settori, come quello dei servizi, già deboli prima della pandemia. A riguardo, Satya Nadella, CEO di Microsoft, sostiene che in due mesi abbiamo visto l’equivalente di due anni di trasformazione digitale.

II petrolio è atteso in rialzo che ritorni ai prezzi pre-covid, poiché le fonti rinnovabili non sono ancora pronte a prenderne il posto, anche se l’attuale debolezza può essere una spinta ulteriore verso nuovi investimenti green.

Ora l’importante è capire quali attività sopravviveranno e quali sapranno trasformarsi per cogliere il cambiamento. Ovviamente i settori favoriti sono digitale, sanità, cultura, ma anche quelli che hanno avviato cambiamenti tempestivi e necessari.

In conclusione, permane l’incertezza per le prospettive fondamentali. Negli USA, 26 milioni di disoccupati possono innescare un grave disordine sociale, mentre l’Europa non è ancora stata pienamente in grado di dare una risposta pronta alle emergenze sociali ed economiche. Dunque, occorre molta cautela. Il Covid19 ha avuto l’effetto collaterale di accelerare quel processo di trasformazione necessario, che avrebbe impiegato anni a realizzarsi. Ora non bisogna perdere tempo per poter trasformare la peggiore recessione di sempre in un nuovo inizio.

Trovi il sondaggio completo qui 

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Laura Oliva

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Partner e fondatrice di Ekuota. Laureata in economia aziendale presso l’Università L. Bocconi di Milano, ha una esperienza più che decennale sui mercati dei capitali. E’ stata Responsabile Debt Capital Markets nel gruppo Allianz, ha lavorato per banche d’affari italiane ed estere. Ha ricoperto di volta in volta, il ruolo di Global Product Specialist, di Responsabile della Strutturazione e del Collocamento di prodotti di Finanza Strutturata, di Responsabile della Sindacazione e di Analista di credito. Ha organizzato e realizzato finanziamenti ed emissioni obbligazionarie per i principali emittenti italiani, tra i quali: Exor, Pirelli, IFIL, Telecom Italia, ENI. E’ esperta di emissioni obbligazionarie e cartolarizzazioni e si occupa di analisi finanziaria e di mercati finanziari. Scrive di temi economici per quotidiani e riviste internazionali. E’ co-autrice del blog di Adviseonly (Consulenza finanziaria indipendente). Tre volte mamma, riminese purosangue felicemente trapiantata a Milano.

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