Come si misura il rischio?

Riccardo Giacomelli Guida alla gestione dei rischi finanziari 3 Comments

Le Misure di rischio sono dei metodi di stima che permettono di esprimere con valori numerici le possibili perdite finanziare in un periodo futuro, derivanti da un investimento o da una passività. Si concretizzano in valori numerici precisi, basati su stime statistiche.

Le misure di rischio permettono di rispondere ad esempio alla domanda: se devo acquistare una materia prima tra 3 mesi, che prezzo massimo posso aspettarmi di pagare? Se devo ricevere dei crediti tra 6 mesi in valuta straniera, che rischio corro con il cambio della valuta?

Esistono diverse misure di rischio e diversi metodi per calcolarle: ognuno di essi darà una stima diversa. E’ inoltre possibile utilizzare una sola misura di rischio come il VAR oppure affiancarla ad altre come il CVAR per avere un quadro più completo. E’ consigliabile scegliere un metodo e continuare a seguirlo senza passare da una misura all’altra per evitare di forzare i risultati sulle proprie aspettative.

IL VAR o Value at Risk rappresenta la possibile perdita finanziaria che posso subire in un periodo futuro dato un livello di attendibilità (livello di confidenza).

Esempio:

Supponiamo che debba acquistare del rame tra 3 mesi e che il VAR a 3 mesi del prezzo di acquisto del rame sia del 5% a livello di confidenza del 95%. Il significato di questa frase è che il valore massimo di un aumento del prezzo del rame tra tre mesi 95 volte su 100 sarà del 5%.

Il Livello di confidenza del VaR: è definito in percentuale, il più utilizzato è il 95% (altri valori comuni utilizzati sono il 90% e il 99%) e si riferisce all’incidenza delle perdite superiori al VaR.

Esempio:

Se nei prossimi 5 anni (60 mesi) ogni mese utilizzo la stima per il massimo rischio di cambio per il mese futuro al 95%, significa che la mia stima sarà corretta all’incirca in 57 mesi (il 95% dei casi) e soltanto in 3 mesi (il restante 5% dei casi) avrò un cambio più sfavorevole di quanto ho previsto.

Si potrebbe supporre che sia meglio una stima al 99% perché più certa. In realtà più si incrementa la percentuale del livello di confidenza più la stima diventa imprecisa.

CVAR-Conditional Value at Risk o ES-Expected Shortfall: rappresenta una stima delle perdite che mi attendo, tenendo in considerazione tutte le possibili perdite che superano la soglia del VAR. Il CVAR sarà maggiore del VAR.

Esempio:

Devo acquistare in USD delle attrezzature tra 3 mesi e sono soggetto al rischio di cambio.

Come descritto nella figura creo tanti possibili scenari futuri che permettono di stimare differenti probabilità di prezzi futuri. Suppongo di aver calcolato il VAR a 1,3340. Per calcolare il CVAR prendo in considerazioni gli scenari di prezzo superiore a 1,3340. In questo caso sono 2: 1,3450 e 1,3382. Il CVAR fa una media di questi due valori tenendo in considerazione le probabilità.

VAR.001

Avvertenze per l’uso:

Il CVAR è sempre maggiore del valore del VAR. ll CVAR è considerato una misura di rischio più conservativa rispetto al VAR. E’ spesso utilizzato al posto del VAR per avere una stima leggermente superiore a quella del VAR e avere u margine di sicurezza maggiore.

Differenze tra VAR e CVAR

Il CVAR fornisce una migliore rappresentazione del rischio perché è una media di tutte le perdite possibili superiori al livello di VAR, mentre il VAR fornisce soltanto una soglia senza considerare le escursioni di prezzo più estreme anche se più rare.

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About the Author

Riccardo Giacomelli

Riccardo Giacomelli, PhD in Information Theory at the Politecnico di Torino and the CORIPE master's degree in Finance from the University of Turin. After spending a period in the U.S., he decided to devote himself to the world of quantitative finance. He worked briefly in Fondiaria SAI and now works as a researcher at the Department of Mathematics and Applied Statistics at the University of Turin. Passionate about financial markets, derivatives, trading, risk management and computer science applied to finance, develop risk management strategies, and financial trading.

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Comments 3

  1. per cortesia come si calcola il cvar su base annua?
    un portafoglio con cvar 1,18 giornaliero che rischiosita’ ha su base annua? grazie

    1. Grazie per la domanda. Il valore a rischio (VaR- value at risk) è un indicatore di rischio atteso che si calcola su un determinato orizzonte temporale.
      Un VaR 5% giornaliero pari a 1,18% significa che si stima che solo con una probabilità del 5% il portafoglio potrà perdere più del 1,18% del valore nel giorno successivo.
      Il VaR è un indicatore statistico e come tale va misurato, stimato. Per rispondere alla sua domanda, per conoscere il VAR con orizzonte temporale pari a un anno occorre una stima adeguata rispetto all’orizzonte desiderato.

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